Il GDPR (General Data Protection Regulation, Regolamento europeo sulla protezione dei dati) è un regolamento europeo che affronta e rinnova, in maniera organica, la tematica della tutela della privacy e della protezione dei dati personali. Il Regolamento è entrato in vigore nel 2016 e sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati dell’Unione europea a partire dal 25 maggio 2018; sostituirà la disciplina attualmente vigente, senza bisogno di leggi nazionali di recepimento.

Cerchiamo, quindi, di capire e di iniziare a prendere dimestichezza con i principali elementi di novità con cui ci dovremo necessariamente confrontare tra qualche mese: in questo senso, la sezione GDPR vuole essere una guida alla comprensione di un testo così complesso come il GDPR.

Il GDPR è, per l’appunto, caratterizzato da una forte complessità: nessuna guida può, ovviamente, supplire alla sua piena comprensione che richiede cognizioni e competenze specialistiche per giungere a una vera e propria compliance.

In questo senso, la guida al GDPR di dirittodellinformatica.it non sostituisce in alcun modo l’attività di un consulente legale in materia di privacy.

La guida è in corso di pubblicazione: viene aggiornata periodicamente.

GUIDA AL GDPR – INDICE

Sezione 1: GDPR – nozioni generali

1.1 Che cos’è

1.2 Quali dati e quali trattamenti riguarda

1.3 Chi lo deve rispettare

1. 4 Come e quando

1.5 Quali sono i rischi

Sezione 2: Principi chiave del trattamento

2.1 Perché la protezione dei dati è un diritto fondamentale

2.2 Come si configura la responsabilizzazione delle imprese

2.3 Come si garantisce la trasparenza

2.4 Come si verifica la liceità del trattamento

2.5 Quando un trattamento è necessario e come minimizzare i dati trattati

Sezione 3: Diritti da garantire

3.1 Come fornire un’informativa corretta all’interessato

3.2 Cosa comporta il diritto di accesso

3.3 Quando si applica il diritto all’oblio

3.4 Quale portata hanno i diritti di rettifica, limitazione e opposizione

3.5 Che cos’è il diritto alla portabilità dei dati

3.5.1 Cosa fare per garantirlo

Sezione 4: Ruoli e responsabilità

4.1 Chi è il titolare del trattamento

4.2 Chi è il Responsabile del trattamento

4.2.1  Chi lo deve nominare e quando

4.3 Quali responsabilità hanno il titolare e il responsabile

4.4 Chi è l’interessato

4.5 Chi è il Data Protection Officer (o Responsabile della protezione dei dati)

4.5.1 Chi lo deve nominare e quando

4.5.2 Quali responsabilità ha

Sezione 5: Compliance e obiettivi da raggiungere

5.1 Quali sono gli strumenti necessari per essere in compliance

5.2 Quando si può parlare di Privacy by design e by default

5.3 Come si può realizzare un’autovalutazione efficace dei rischi

5.4 Come si determinano i livelli di tutela adeguati al rischio

5.5 Come si dimostra la compliance

Sezione 6: Attività da compiere

6.1 Quali sono le procedure obbligatorie e quando è opportuno applicare i nuovi istituti

6.2 Quali sono le misure di sicurezza ad adottare

6.3 Cos’è il registro delle attività di trattamento

6.4 Cos’è la valutazione di impatto sulla protezione dei dati

6.5 Cosa sono le certificazioni e come si ottengono

Sezione 7: A quali sanzioni si va incontro

7.1 Cosa espone al rischio di essere sanzionati

7.2 Sanzioni pecuniarie

7.3 Interventi dell’Autorità Garante

7.4 Risarcimento del danno subito dall’interessato

7.5 Come viene determinata la sanzione

 

Fonte: dirittodellinformatica.it

GDPR: come si può realizzare un’autovalutazione efficace dei rischi (Guida al GDPR 5.3)

Nei casi in cui un trattamento dei dati personali presenti un rischio probabile ed elevato di causare dei pregiudizi ai diritti e alle libertà degli interessati (ad esempio perché viene posto in essere un controllo di tipo sistematico, per l’elevato numero di soggetti coinvolti o per la natura sensibile dei dati personali trattati), il GDPR stabilisce che i titolari del trattamento debbano realizzare in via preventiva una apposita valutazione dei rischi.

GDPR: quali sono gli strumenti necessari per essere in compliance (Guida al GDPR 5.1)

Il nuovo Regolamento europeo per la protezione dai dati personali (c.d. GDPR) lascia un certo margine di discrezionalità ai titolari del trattamento nel decidere le concrete modalità da adottare al fine di conformarsi alle sue disposizioni. A questa maggiore libertà si contrappone, tuttavia, l’onere di dimostrare le ragioni a fondamento delle decisioni prese, attraverso le quali si ritiene di poter raggiungere un livello di conformità alla normativa.

GDPR: Chi deve nominare il DPO e quando (Guida al GDPR 4.5.1)

Come stabilito dall’art. 37 del GDPR, il DPO deve essere nominato obbligatoriamente dal titolare del trattamento o dal responsabile del trattamento in una serie definita di ipotesi.

In primo luogo, nel caso in cui il trattamento dei dati sia effettuato da un’autorità pubblica o da un organismo pubblico, fatta eccezione per le autorità giurisdizionali quando esercitano le loro funzioni. Poiché nel Regolamento non viene data alcuna definizione specifica di “autorità pubblica” o di “organismo pubblico”, il Gruppo di lavoro ex art. 29 ha ritenuto che questa definizione dovrà essere interpretata in conformità al diritto di ciascuno Stato membro.

GDPR: quando si può parlare di Privacy by design e by default (Guida al GDPR 5.2)

La disciplina introdotta dal GDPR in materia di protezione dei dati personali si caratterizza per l’attenzione che viene posta sulla responsabilizzazione (“accountability” in inglese) dei titolari e dei responsabili del trattamento dei dati personali.

GDPR: Quali responsabilità ha il DPO (Guida al GDPR 4.5.2)

Il DPO ha, innanzitutto, il compito di vigilare sull’osservanza del GDPR da parte dei titolari che gli affidano tale incarico. Come emerge dall’art. 39, comma 1, lettera b), infatti, il DPO viene incaricato, tra gli altri compiti, anche di: “sorvegliare l’osservanza del presente regolamento, di altre disposizioni dell’Unione o degli Stati membri relative alla protezione dei dati nonché delle politiche del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento in materia di protezione dei dati personali, compresi l’attribuzione delle responsabilità, la sensibilizzazione e la formazione del personale che partecipa ai trattamenti e alle connesse attività di controllo”.

GDPR: Chi è il Data Protection Officer (o Responsabile della protezione dei dati) (Guida al GDPR 4.5)

Il responsabile della protezione dei dati (altrimenti detto Data Protection Officer, o DPO) è un consulente, esperto e qualificato, che affianca il titolare nella gestione delle questioni connesse al trattamento dei dati personali e lo aiuta a rispettare la normativa vigente. Il DPO viene introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento dal GDPR, ma già diffuso in altri Stati membri, il cui ruolo è da tenere ben distinto da quello del responsabile del trattamento, che, come approfondito nell’apposito articolo già pubblicato, è il soggetto che affianca per compiti e responsabilità il titolare stesso (e proprio per facilitare questa distinzione ed evitare confusione si preferisce, e si è maggiormente diffuso, l’utilizzo del termine inglese Data Protection Officer e del relativo acronimo DPO).

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Studio Ing. Giuliano Liguori

Società di Igegneria dinamica e orientata all'applicazione delle nuove Tecnologie in tutti gli ambiti di competenza.

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